DIALETTO BARESE: RECENSIONI

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UN LIBRO SULLE TRADIZIONI BARESI

Messaggio  Vittorio E. Polito il Lun Dic 05, 2011 9:23 am



http://www.giornaledipuglia.com/2011/12/un-libro-sulle-tradizioni-baresi.html
5 DICEMBRE 2011
Un libro sulle tradizioni baresi




di Vittorio Polito

È stato pubblicato in questi giorni il volume di Michele Fanelli “Tradizioni baresane” (Progedit). Disegni di Saverio Romito.
Gli argomenti sono numerosi tra storie, mestieri scomparsi, credenze, usanze e cucina, finalizzato a tramandare ai posteri usi, tradizioni, leggende, indovinelli, proverbi, ricette, detti, dialetto.

Nonostante la lodevole iniziativa di Fanelli e la sua partecipazione ad un’associazione che ha tra gli scopi l’approfondimento del dialetto barese, si nota la fretta con cui è stato scritto il volume, dal momento che vi sono molti errori di stampa ed imprecisioni, soprattutto per quanto riguarda il dialetto. Sono riportati, infatti, vocaboli scritti con uno strano e talvolta incomprensibile vernacolo, che certamente non corrisponde a quello di casa nostra. Una ulteriore prova che il dialetto ognuno lo scrive a suo piacimento. Il fatto che più desta sorpresa è che il presentatore del volume, presidente del seminario di studi ed approfondimento permanente sul dialetto barese, scrive «Ho letto, tutto di un fiato, la bozza dello scritto sulle tradizioni…», evidenziando così solo la velocità della lettura, senza far caso a come è stata scritta la parte dialettale. Inoltre il presentatore scrive di Michele Fanelli: «…strenuo difensore della lingua dialettale barese…», ma di quale lingua, quella personale (?).

Sta di fatto che scorrendo le pagine del volume, si notano alcuni vocaboli, che si vogliono far passare per dialetto barese, inesistenti nei dizionari attualmente disponibili. Si tratta forse di neologismi? Ne riporto alcuni: cuestue (salvadanaio), comà (comare), acchemide (d’accordo), ham’avè (dobbiamo avere), ascie (ascia), mizze (mezzo o metà), s’affatte (si è fatto), ciaciate (ubriaco), die (giorno), Die (Dio), colascione (fannullone), anzògne (riferita ad un arma), ammenuie (buttalo, gettalo), vetregne (giorni feriali), n’hamascie (dobbiamo andare), achhemmanà (comandare), cia aguande (chi prende), ciù (se), mascheue (maschio), amangande (mancante), ngnore (nero).

Ancora una volta abbiamo la conferma che il dialetto ognuno lo scrive come gli pare e piace secondo grammatiche e vocabolari del tutto personali, mettendo in difficoltà chi si accinge alla lettura dei contenuti di questi testi.
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IL DIALETTO COME LA MUSICA JAZZ

Messaggio  Admin il Mer Dic 07, 2011 6:08 pm

Cari miei siamo a mercoledì 7 dicembre fra un freddo della miseria e giù la fernacèdde a liùne tira alla grande. Sono ancora una volta alle prese con un rovello. Vedo cento scrittori che usano la propria parlata e che la scrivono generalmente in cento maniere diverse, vedo addirittura amicizie perse per dispute sul come si scrive questa o quella parola. Per cui ho continuato a riflettere sul caso e mi sono immaginato ulteriori considerazioni che vi vado ad esporre. A differenza della lingua Italiana, la parlata, quale che sia, oltre alla sintassi, alle regole dell’analisi logica, all’uso dei tempi dei verbi e di tante altre cose che la rendono più o meno simile ai meccanismi dell’italiano, ha il problema, che non so se vero o falso, ma non mi interessa più di tanto, di come la parlata in questione debba essere scritta. L’ho detto e ridetto, secondo me ognuno scrive come diavolo vuole, visto che una, come dire, una teoria affidabile sul COME cavolo vada scritto il dialetto, quale che sia, per quanto ne so è ancora nel ventre di Giove. E quando dovesse venir fuori, cozzerà con tutte le parlate dei singoli che si saranno costruite nel tempo le loro maniere di scrivere nel proprio dialetto. Esiste una legge che ci dice come scrivere le parole in italiano? Certo che sì, si chiama ORTOGRAFIA. Non voglio assolutamente annoiarvi con una serie di considerazione su questa disciplina, chi lo vorrà basterà che clicchi su http://it.wikipedia.org/wiki/Ortografia_italiana e si regolerà di conseguenza, se lo vorrà naturalmente. Non voglio qui ancora ripetermi, anche se sto per farlo di nuovo, ognuno scrive come vuole nella propria parlata. Però………. vorrei qui proporvi una piccola indagine che ora vi espongo. Se provate a sottoporre a una persona di media cultura la lettura ad alta voce di un brano in lingua italiana, preso da un giornale o da un romanzo di un autore italiano, vi accorgerete come pochissimi siano in grado di leggere fluentemente dando il giusto valore alle parole e alle pause. Questo fatto è già, a mio avviso, una spia di un analfabetismo di ritorno paurosamente diffuso. Se provate ora a sottoporre a qualche vostro corregionale o concittadino un brano scritto in una qualunque parlata pugliese, avrete dei risultati sorprendenti. Nel senso che vi accorgerete quanto sia difficile leggere correntemente il proprio dialetto. A Bari l’ho fatto pochissime volte, qui nel Veneto invece mi sono messo di buzzo buono e ho provato con decine e decine di persone. Qui, come potete immaginare, nella Marca Trevigiana i leghisti sono la maggioranza e i leghisti sono quelli che ad ogni piè sospinto ti sbattono nei denti l’importanza del dialetto veneto. Già dire la frase “dialetto veneto” è una grossa sciocchezza perché di parlate venete ce ne sono a centinaia, il dialetto veneto non esiste, esiste la lingua veneziana, perché questa particolare parlata era usata nei documenti ufficiali della Repubblica Veneta ed era quindi la lingua ufficiale della Serenissima Repubblica, insito nel dire che era, si badi bene, il dialetto veneziano. Quando leggo manifesti leghisti scritti in un improbabile veneto mi vien da sorridere perché neanche loro sono capaci di scrivere in veneto. Mi interessa però parlare dell’esperimento che vi ho segnalato dianzi. Ho provato a far leggere a moltissime persone nate nella regione del Veneto dei brani scritti nei vari dialetti veneti, compreso il loro, e nessuno, dico nessuno, era in grado di leggere fluentemente dando quindi una sia pur minima comprensibilità del brano letto. Mi farebbe piacere che provaste voi che siete lì a Bari a fare un semplice esperimento del genere con il dialetto barese. Fatemi sapere. Per intanto vi saluto e continuerò a scrivere nel mio dialetto come mi pare e piace, visto che lo scrivere nel mio dialetto è come il suonare musica jazz, cioè l’unico mio aggancio con la mia massima libertà di espressione, libertà nella quale non permetto a nessuno di avvicinarsi sia pur lontanamente per dirmi come si fa. franz falanga
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RE: IL DIALETTO CON LA MUSICA JAZZ

Messaggio  Vittorio E. Polito il Mer Dic 07, 2011 7:27 pm

NEL CONDIVIDERE PIENAMENTE LA LUNGA ED ESAUSTIVA PAPPARDELLA DI FRANZ FALANGA, DEVO DARE ANCORA UNA VOLTA DARE ATTO AL GIORNALISTA ADRIANO FAVARO DEL "GAZZETTINO" DI TREVISO CHE, A PROPOSITO DEL DIALETTO,
(V. PAGINA "NOTIZIE SUL DIALETTO BARESE E DINTORNI"), HA APPUNTO SCRITTO:


"CHI VUOLE IMPORRE UNA REGOLA DI SCRITTURA SPESSO NON CONOSCE BENE IL DIALETTO"


PERTANTO, ALLA LUCE DI QUANTO SOPRA, SI EVINCE CHIARAMENTE CHE PER SCRIVERE IL DIALETTO BARESE, NON SERVONO NE' SEMINARI, NE' ACCADEMIE, NE' CENTRI STUDI E NEANCHE COLORO CHE SI IMPROVVISANO MAESTRI, CONOSCITORI E DEPOSITARI DI REGOLE E QUANT'ALTRO DA IMPORRE A CHICCHESSIA.

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DA "BARISERA" DEL 12 DICEMBRE 2011, PAG. 20

Messaggio  Vittorio E. Polito il Mar Dic 13, 2011 7:26 am





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DA "BARISERA" DEL 30 GENNAIO 2012

Messaggio  Vittorio E. Polito il Sab Feb 04, 2012 7:26 pm



Barisera 30 gennaio 2012, pag. 14



Gianni Custodero
C’è Bari e Bari
Gelsorosso editore
Pagg. 110 - € 15

STORIE, PERCORSI, CURIOSITÀ: PAROLE E IMMAGINI

di Vittorio Polito

L’ultimo lavoro di Gianni Custodero (1936-2009), giornalista professionista impegnato a livello istituzionale quale dirigente del Settore stampa della Giunta Regionale Pugliese, è stato pubblicato da Gelsorosso editore con il titolo “C’è Bari e Bari”, storie percorsi e curiosità della nostra bella città.
Bari, infatti, è il capoluogo di una Regione tra le più belle d’Italia da ogni punto di vista: geografico, turistico, storico e religioso. E cosa importante è la città di San Nicola e dell’ecumenismo. E Custodero ci accompagna in una interessante passeggiata per la nostra città, attraverso la storia, i fatti, i percorsi e le curiosità che custodisce Barivecchia con le sue strade, le edicole, i monumenti, le chiese. Si prosegue per Barinuova con il Margherita, la Prefettura, il Comune, i palazzi Fizzarotti, Mincuzzi, Atti, per proseguire ancora nei nuovi quartieri. Il tutto integrato da storia, arte e cultura (San Nicola, Cattedrale, San Gregorio, Castello). Non sono sfuggite all’attento autore il “Solstizio d’estate”, il fenomeno che si verifica nella nostra Cattedrale il 21 giugno in cui il rosone della facciata combacia esattamente con quello in pietra all’interno, e l’Exultet risalente ai primi decenni dell’XI secolo, che fa pensare ai miniatori barese. Chiesa Russa, Fiera del Levante concludono lo stimolante giro per la città che, ovviamente non può finire che a tavola gustando l’immancabile “crudo”, la tiedde di patate, riso e cozze, le orecchiette, le menuicchie, per finire alla incomparabile focaccia barese, che insieme ai dolci di Natale completano la gita per Bari.
Michele Emiliano, che firma la prefazione, sottolinea che “Questo libro ci consente, pagina dopo pagina, di viaggiare all’interno del nostro piccolo grande mondo alla scoperta di una città come non l’avevamo mai osservata prima”.
Le foto sono di Antonio e Roberto Tartaglione.

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dA "BARISERA" DEL 6 FEBBRAIO 2012

Messaggio  Vittorio E. Polito il Lun Feb 06, 2012 6:08 pm






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DA "BARISERA" DEL 27 FEBBRAIO 2012, PAG. 14

Messaggio  Vittorio E. Polito il Lun Feb 27, 2012 5:11 pm



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RECENSIONE LIBRO DI FRANCA FABRIS "BARI inCANTO" (LEVANTE EDITORI)

Messaggio  Vittorio E. Polito il Mer Mar 21, 2012 3:43 pm



21 MARZO 2012, PAG. XVIII
I
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LA CHECINE DE NONONNE DI GIOVANNI PANZA - SCHENA EDITORE. Dal "Corriere del Mezzogiorno"

Messaggio  Vittorio E. Polito il Lun Mar 26, 2012 4:56 pm

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SAVINO MORELLI - "L'ALE DE LA SPERANZE" - WIP EDIZIONI

Messaggio  Vittorio E. Polito il Mar Mag 08, 2012 2:50 pm

http://www.giornaledipuglia.com/2012/05/un-contributo-al-dialetto-barese.html



UN CONTRIBUTO AL DIALETTO BARESE

BARI. È stato pubblicato in questi giorni da Wip Edizioni il volume “L’Ale de la sperànze” (parle u core de nu Barèse) di Savino Morelli (pag. 138 - € 13). Un ulteriore contributo alla bibliografia sul dialetto barese. Morelli, già macchinista delle Ferrovie dello Stato, ha fondato l’Associazione “L’Allegra Compagnia” della quale è responsabile e regista, ed organizza la rappresentazione della “Passione di Cristo Vivente” per le strade del quartiere San Paolo.

Il volume rappresenta la prima pubblicazione dell’autore e riporta una raccolta di 41 poesie su argomenti vari. Le immagini di copertina sono di Stefania Piscopo (prima) e di Fortunata Gasbelli (quarta), mentre le foto sono dell’archivio dell’autore.
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ESCE 'Pregáme a la barése' di Vittorio Polito e Rosa Lettini Triggiani

Messaggio  Vittorio E. Polito il Dom Lug 15, 2012 8:22 am

http://www.giornaledipuglia.com/2012/07/libri-esce-pregame-la-barese-di.html



15 LUGLIO 2012
Libri: esce 'Pregáme a la barése'
di Vittorio Polito e Rosa Lettini Triggiani

09:50 | Raccolto in: Cultura e Spettacoli | Pubblicato da: Giornale di Puglia



BARI. È notorio che la preghiera è un atto di fede con cui il cristiano si mette in intimo rapporto con Dio, con la Madonna e con i Santi e poiché la preghiera sgorga dal cuore si può esprimere in vari modi: a voce alta, nel proprio intimo ed anche in dialetto, poiché più facilmente si trovano le giuste espressioni.
Vittorio Polito, giornalista e scrittore, e Rosa Lettini Triggiani, scrittrice ed interprete in lingua ed in dialetto barese di varie commedie di Domenico Triggiani, hanno avuto una brillante idea, quella di tradurre in dialetto barese alcune delle principali preghiere del cristiano.
La pubblicazione, una novità nel campo del dialetto barese, presenta, come detto, le più comuni preghiere del credente, liberamente tradotte in dialetto barese con traduzione a fronte: dal segno della croce, al “Padre Nostro”, al “Gloria a Dio nell’alto dei Cieli”, al “Credo”, al Rosario, ecc., ed arricchito con alcune preghiere dedicate alla Madonna Odegitria, a Sant’Antonio, San Nicola, San Pio, ed alla Beata Elia.
Il pocket si completa con “I dieci Comandamenti” ed “Il Cantico delle creature” di San Francesco. Gli autori hanno aggiunto anche alcuni componimenti dialettali a soggetto religioso dei poeti Peppino Franco, Giuseppe Gioia e Giovanni Panza.
Il volume si avvale della presentazione di padre Lorenzo Lorusso, Priore della Basilica di San Nicola, il quale scrive, tra l’altro, che si può pregare in diverse lingue ed anche in dialetto barese.
Il volume è arricchito con scatti di immagini sacre e del centro storico barese.

TITOLO: Pregáme a la barése (Preghiamo in dialetto barese)
AUTORI: Vittorio Polito e Rosa Lettini Triggiani
Editore: Levante, Bari

INDICE
Presentazione di P. Lorenzo Lorusso, o.p., Priore della Basilica di San Nicola di Bari
Introduzione

A la Madonne de Lurdesse di Giovanni Panza
Segno della Croce (U sègne de la Crósce)
Atto di adorazione (Atte d’adorazióne)
Padre nostro (Pàdre nèste)
Ave, Maria (Àve, Marì)
Gloria al Padre (Glòria Pàdre)
Angelo di Dio (Iàngeue de Dì)
L’eterno riposo (Regghiamatèrne)
Atto di fede (Atte de féde)
Atto di speranza (Atte de sperànze)
Atto di carità (Atte de caretá)
Atto di dolore (Atte de delóre)
Gloria a Dio nell’alto dei cieli (Glòrie a Dì ngíle)
Credo (Créde)
Il Santo Rosario (U Sande Resàrie)
Salve, Regina (Sàlve Reggìne)
Preghiera alla Beata Vergine Maria “Odegitria” (Preghíre a la Viàta Vèrgene Marì “Odegìdrie”) di Mons. Francesco Cacucci, Arcivescovo di Bari-Bitonto
Preghiera a San Nicola (Preghíre a Sànda Necóle)
Preghiera del navigante a San Nicola (Preghíre du navegànde a Sànda Necóle)
Preghiera a Sant’Antonio di Padova (Preghíre a Sànd’Andònie de Pàddue)
Preghiera a San Pio da Pietrelcina (Preghíre a Sànde Píe da Pietrelcìne)
I dieci Comandamenti (Le désce Comandamènde)
Il Cantico delle creature (U càndeche de le criatúre) di San Francesco
L’ore de l’Avè, Marì di Peppino Franco
La Biàte Elìe di Giuseppe Gioia

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DA "LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO" DEL 16 LUGLIO 2012, PAG. X

Messaggio  Vittorio E. Polito il Lun Lug 16, 2012 7:24 am



16 LUGLIO 2012, PAG. X

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Pregàme a la barèse

Messaggio  felice.alloggio il Mar Lug 17, 2012 4:41 am

Faccio gli auguri a Vittorio e Rosa per il compimento del loro lavoro.
Ciao Felice


Ultima modifica di felice.alloggio il Ven Set 28, 2012 4:45 am, modificato 1 volta
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Re: Pregáme a la barése

Messaggio  Vittorio E. Polito il Mar Lug 17, 2012 8:31 am

Ringrazio Felice per gli auguri e per quanto scrive in relazione al recente libro “Pregáme a la barése”, scritto a 4 mani con Rosa Lettini Triggiani. Non sono invece d’accordo con quanto scrive a proposito di regole adottate su una recente pubblicazione. Senza entrare nel merito dei contenuti, sia il testo che il consesso citati, non hanno nulla a che vedere con il nostro lavoro. Sono scritti in maniera del tutto diversa. La recensione del prof. Nicola Simonetti, pubblicata sulla Gazzetta del 16 luglio scorso, sottolinea chiaramente che “Pregáme a la barése” è stato scritto in “corretto barese”, con “traduzione dotta” e “autentica immersione nella baresità”.

Vittorio Polito
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Re 2: Pregáme a la barése

Messaggio  Vittorio E. Polito il Mar Lug 17, 2012 8:39 am

CARO FELICE,

TI RINGRAZIO MOLTO PER I COMPLIMENTI CHE CONTRACCAMBIO DI CUORE PER IL TUO CONTRIBUTO NEL LAVORO ANTOLOGICO RECENTEMENTE PUBBLICATO.
NON CONDIVIDO PERÒ LA TUA AFFERMAZIONE SULLA SCRITTURA ADOPERATA NELL'ANTOLOGIA PERCHÉ HO CONSTATATO CHE NON VI È ASSOLUTAMENTE UNIFORMITÀ NEI VARI CONTRIBUTI.

Rosa Lettini Triggiani

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Pregàme a la Barèse

Messaggio  felice.alloggio il Mar Lug 17, 2012 10:34 am

Cara Rosa,
ancora complimenti per quello che con Vittorio hai prodotto
Ciao, Felice


Ultima modifica di felice.alloggio il Ven Set 28, 2012 4:47 am, modificato 1 volta
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Pregáme a la barése - Recensione di Felice Di Maggio del "Quotidiano di Bari"

Messaggio  Vittorio E. Polito il Mer Lug 18, 2012 5:54 am



18 luglio 2012 - PAG. 9

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DIALETTO E PREGHIERA

Messaggio  felice.alloggio il Mer Lug 18, 2012 5:37 pm

Pregàme a la Barèse
Carissimi Rosa e Vittorio,
finalmente ho il tascabile fra le mani che ho letto immediatamente. A me piace, sia per la curiosità che suscita in relazione all'argomento trattato, cioè la Preghiera, sia perchè è scritto bene, buon dialetto soprattutto in modo comprensibile. Inoltre, talune preghiere, sono state tradotte dando alle stesse una vostra personale interpretazione che non ne ha cambiato il senso. Complimenti.
Devo però fare un'osservazione, e la faccio perchè vi stimo e mi onoro di essere vostro amico. Io non avrei inserito pagine pubblicitarie, soprattutto a fronte delle due bellissime foto della Chiesa di Sant'Antonio, pubblicità di merci che, tra l'altro, sono in netto contrasto con gli argomenti e gli insegnamenti che le preghiere trattano e offrono.
Comunque auguri e spero di leggere altri vostri scritti.
Ciao Felice
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RE: DIALETTO E PREGHIERA

Messaggio  Vittorio E. Polito il Mer Lug 18, 2012 7:15 pm


Caro Felice,

ti ringraziamo per quanto scrivi e per il gradimento e la considerazione per il nostro lavoro. Abbiamo cercato di fare, secondo noi, il meglio e dai primi riscontri giornalistici e di alcuni cultori della materia, te compreso, pare che i giudizi siano positivi e questo non può che confortarci per il lavoro fatto. Lo stesso Rettore dell'Università ed il presentatore padre Lorenzo Lorusso, hanno gradito molto la pubblicazione.
Per quanto riguarda l'impaginazione delle immagini dell'appendice, hai ragione, ma queste non fanno testo, perchè abbiamo dedicato la massima attenzione ai testi dialettali delle preghiere.
Per il prossimo volume faremo più attenzione anche all'appendice.
Grazie ancora e molti saluti

Vittorio Polito e Rosa Lettini Triggiani


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Pregáme a la barése - Recensione di Roberta Calò su "Giornale di Puglia"

Messaggio  Vittorio E. Polito il Ven Lug 20, 2012 10:07 am

http://www.giornaledipuglia.com/2012/07/pregame-la-barese-cristianita-e.html


20 LUGLIO 2012

Pregáme a la Barése, cristianità e tradizioni
09:19 | Raccolto in: Cultura e Spettacoli | Pubblicato da: Giornale di Puglia

di Roberta Calò



La vita di un uomo si compone di mille sfaccettature e per poterne conoscere il suo intrinseco significato antropologico, bisognerebbe scandagliare la polivalente dimensione delle sue attività. Uno dei punti cardine di queste attività è senza dubbio la Fede che serba in sé il segreto delle paure, delle speranze, dei dolori, delle gioie di ogni essere umano, di ogni tempo e di ogni società.
Ecco che nasce la preghiera come voce della cultura e dell’anima del popolo che la intona tendendo ad un’entità superiore la mano per un’intercessione divina sulla terra. Ancora più autentico è saper carpire il profondo connubio tra il dialetto e la preghiera come forma di unione tra due diverse espressioni dell’uomo.

Vittorio Polito, giornalista e scrittore, e Rosa Lettini Triggiani, scrittrice e attrice, hanno fatto dono ai baresi di un simpatico ed esclusivo tascabile, che dà spazio ad entrambe le voci presentando in dialetto barese (con traduzione a fronte), una serie di preghiere (Le preghíre du crestiáne). Gli autori hanno anche aggiunto una serie di poesie-preghiere di Giovanni Panza, Giuseppe Gioia e Peppino Franco che completano l’originale pubblicazione.

“Pregáme a la Barése” (Levante Editori, Bari, pag. 96, euro 10) ci accompagna alla riscoperta di quello che siamo stati passando per i viali della più atavica e cristallizzata cristianità; come gli stessi autori spiegano: «Se in chiesa, - scrivono gli autori nell’introduzione - ormai da qualche tempo, si prega in italiano, ci piace pensare che ciascuno di noi, nel suo personale e intimo rapporto con Dio, proprio perché la preghiera sgorga dal cuore, possa trovare le giuste espressioni e i toni più autentici per le sue invocazioni al Signore, nella nostra amata ‘lingua barese’».

Entrambi gli autori annoverano una notevole esperienza nello studio della cultura barese; Polito è autore di “Baresità e… maresità” e “Baresità, curiosità e...” (Levante editori), nonché curatore della pubblicazione “Dialetto. Dignità di comunicazione, dignità sociale” (Aierre). Lettini Triggiani, invece, ha collaborato con il marito Domenico Triggiani, commediografo e scrittore, alla realizzazione di diverse opere tra cui “Il virus del passato” (Capone editore), “Il giudice Pandis, un'odissea nel tempo” (Serarcangeli editore) e “Da Adàme ad Andriòtte” (Schena Editore).

Polito e Lettini Triggiani hanno peraltro curato una accurata trascrizione del dialetto barese, accessibile a tutti, fornendo anche dei suggerimenti e degli accorgimenti linguistici relativi agli accenti grafici ed alle vocali toniche. La presentazione, curata da padre Lorenzo Lorusso priore della Basilica di San Nicola di Bari, offre invece un excursus sul significato strettamente religioso della preghiera e sui vari tipi di orazioni presenti nel panorama cristiano.

Un’opera dunque da non perdere per toccare con mano l'ampio respiro del barese in quanto cittadino e in quanto uomo perché «nella preghiera si trova il coraggio per andare avanti, nonostante i momenti di incomprensione, di abbandono e di apparente fallimento».

Ecco l’esempio della classica preghiera dell’Ave Maria tradotta in dialetto barese:

AVE, MARÌ

Àve, Marì, chiène de gràzie,
u Segnóre iè che tè.
Tu si benedètte e benedìtte u frutte
c’àda pertá nzíne, Gesù.

Sànda Marì, Màdre de Dì,
prìghe pe nú peccatùre,
mó e a l’óre de la mòrta nòste.
Amèn
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RECENSIONE "Pregáme a la Barése" DI FELICE LAUDADIO DA "BARISERA"

Messaggio  Vittorio E. Polito il Lun Lug 23, 2012 5:26 pm



23 LUGLIO 2012

DI FELICE LAUDADIO

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Pregáme a la barése - Alcuni commenti

Messaggio  Vittorio E. Polito il Mar Lug 24, 2012 3:15 pm

ALCUNI COMMENTI SUL LIBRO

PREGÁME A LA BARÉSE

Grazia Galante - scrittrice
Complimenti per il nuovo lavoro che, credo, sarà interessante. Anch'io ho pubblicato La religosità popolare di San Marco ed ho fatto il lavoro inverso: dal dialetto all'italiano. Ho scoperto che i nostri antenati erano immediati nelle richieste e, quindi, amavano poco gli orpelli. Pregavano con il cuore e per ogni cosa: contro il cattivo tempo, di mattina per avere una santa giornata, ma soprattutto di sera per paura di non trovarsi in grazia di Dio in caso di morte improvvisa; pregavano per trovare un oggetto smarrito e persino per trovare marito.
Intanto di nuovo complimenti a Lei e alla coautrice.

Grazia Stella Elia - scrittrice
ho guardato la bella copertina del suo nuovo lavoro ed
esprimo tutta la mia ammirazione per questa pubblicazione originale.

Michele Lucatuorto - Presidente Premio di Poesia "Città di Bitetto"
Vittorio carissimo, ho recuperato il prezioso pacco inviatomi dalla casa editrice Levante e, credimi, sono felicissimo per quanto mi è stato recapitato. Grazie dal profondo del cuore. Il tuo libro l’ho quasi terminato di leggere perché è scorrevole e piacevole allo stesso tempo. Siete stati bravi, tu e la signora Triggiani a tradurre in dialetto barese le preghiere del Cristiano. Mia moglie se n’è già appropriata! Continuerò a leggerlo fino all'ultimo rigo e poi lo rileggerò ancora perché pregare in dialetto mi avvicina di più a Dio. Sento che pregando nella lingua dei miei nonni, I Santi, la Madonna, Gesù e Dio, ascoltino e comprendano meglio la voce del mio cuore. Grazie, grazie, grazie, amico mio. Non ti racconto, poi, l'emozione che mi ha procurato il bellissimo dono di tanti scrittori e poeti baresi di cui ho ricevuto testimonianza attraverso i loro libri che mi avete donato. MI AVETE RESO FELICE. Grazie di tutto!!

Enzo Piccialli - medico
Caro Vittorio ancora una volta avete fatto un lavoro bello e soprattutto originale, sempre con l’intento di scoprire e donare ai lettori la nostra migliore tradizione. Complimenti di cuore.

Patrizia di Cartantica
ciao Vittorio l'ho ricevuto, fortissimo, veramente mi è piaciuto tanto, bellissima idea. un saluto e tante grazie

Flora De Vergori - insegnante
Complimenti!!
Ho letto il vostro libro: una meraviglia... Leggendo le preghiere in dialetto, ho rivisto le donne anziane di quando ero bambina, alcune strette nel loro “fazzuttone” nero (una specie di mantello a forma di grande fazzoletto frangiato); io stasera leggevo, ma nella mia lettura sentivo la loro recita cantilenante, mossa da una fede semplice eppure sentita, che sgorgava dal cuore, comunemente espressa in un latino “maccheronico”; stasera quelle donne anziane di un tempo le sento recitare in dialetto attraverso questa vostra meravigliosa presentazione, e vedo i loro volti nel dialetto, le loro emozioni, sento la loro supplica, la lode, il ringraziamento, nella ripetuta cantilena orante.
Un libro originale non per estrosità, ma per il contenuto significativo che appartiene al patrimonio storico-culturale della nostra tradizione. Un libro, fra l'altro, in cui la simpatia e i colori del dialetto affiorano quasi in un crescendo.
Un libro che racchiude un tesoro nella custodia della tradizione popolare. Un libro che merita un posto nella nostra libreria per essere di tanto in tanto riletto e per ritrovare i profumi dei valori semplici ma autentici del passato.
Grazie per questa preziosità.


Enzo Patino - ingegnere
grazie Vittorio, complimenti ancora per il tuo ultimo lavoro "Pregàme alla barèse", molto bello!

Alfredo Zippari - ex funzionario Dogane
Carissimo Vittorio, ti ringrazio tanto per la tua raffinatezza interiore che riesce a percepire la mia voglia pressante di leggere il tuo nuovo volume. Il tema della preghiera mi ha sempre interessato; figuriamoci ora che è espressa nella mia "lingua materna"!

Giuseppe Gioia - ingegnere
Caro Vittorio,
mi congratulo con te e con la signora Lettini Triggiani per il prezioso successo che il vostro libretto sta ricevendo e che, son sicuro, durerà nel futuro poichè meritevole.
Ringraziandoti ancora una volta per aver inserito il mio componimento sulla Beata Elia ti saluto affettuosamente.

Riccardo Riccardi - scrittore
Grande Vittorio!!!!! Complimenti.


Franz Falanga - Architetto - Admin di comanacosaellalde
COMANACOSAELLALDE saluta l'arrivo del nuovo libro della signora Rosa Lettini Triggiani e di Vittorio Polito perchè mette questo Forum in condizione di pensare fondatamente che il Forum medesimo viene da lontano e va lontano. Complimenti e ai prossimi lavori!

Onofrio Pagone - La Gazzetta del Mezzogiorno
Amico caro, ho ricevuto il libro "Preghiamo in dialetto barese" e ringrazio di cuore del premuroso pensiero.
Non nascondo la difficoltà di leggere il dialetto, ma trovo affascinante la fatica di pregare in una lingua che ha in sé la storia e la tradizione. E' come ricongiungermi con il passato e riviverlo attraverso la preghiera.
Ottimo lavoro! Grazie del prezioso dono.

Sabrina Merolla - Buonvento
Ti auguro ogni bene per questo nuovo lavoro letterario che ti distingue sempre nelle tematiche territoriali e negli approfondimenti che danno nuova linfa alle nostre rispettabili tradizioni!


Rita Lorusso - Livorno
Che bello!...
Sono molto contenta per te, per questa grande idea che hai avuto e hai saputo sviluppare e per il successo che
ha e avrà per sempre…
Complimenti Vittorio.




Ultima modifica di Vittorio E. Polito il Gio Nov 08, 2012 10:05 am, modificato 11 volte
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Da http://www.cartantica.it/ - "Pregáme a la barése" - Recensione di Felice Di Maggio

Messaggio  Vittorio E. Polito il Gio Lug 26, 2012 1:21 pm

http://www.cartantica.it/


Anche in dialetto barese si può pregare
di Felice Di Maggio

La Levante Editori di Bari ha pubblicato in questi giorni il tascabile di Vittorio Polito e Rosa Lettini Triggiani, «Pregáme a la barése - Preghiamo in dialetto barese» (Levante Editori, Bari, pag. 96 - € 10).
È notorio che la preghiera è un atto di fede con cui il cristiano si mette in intimo rapporto con Dio, con la Madonna e con i Santi e poiché la preghiera sgorga dal cuore si può esprimere in vari modi: a voce alta, nel proprio intimo ed anche in dialetto, poiché più facilmente si trovano le giuste espressioni.




Vittorio Polito, giornalista e scrittore, e Rosa Lettini Triggiani, scrittrice ed interprete in lingua ed in dialetto barese di varie commedie di Domenico Triggiani, hanno avuto la brillante idea di tradurre in dialetto barese alcune delle principali preghiere del cristiano. Nel volumetto sono pubblicate, come detto, le più comuni preghiere del cristiano, liberamente tradotte in dialetto barese, con traduzione a fronte: dal segno della croce, al “Gloria a Dio nell’alto dei Cieli”, al “Credo”, al “Santo Rosario”, ecc., insieme ad alcune altre preghiere dedicate alla Madonna Odegitria, a San Nicola, a San Pio ed a Sant’Antonio e, completato, con “I dieci Comandamenti” ed il “Cantico delle creature” di San Francesco. Gli autori hanno aggiunto anche alcuni componimenti dialettali a soggetto religioso dei poeti Peppino Franco, Giuseppe Gioia e Giovanni Panza.
Il pocket si avvale della presentazione di padre Lorenzo Lorusso, priore della Basilica di San Nicola di Bari, il quale nel sottolineare che «Si può pregare in diverse lingue ed anche in dialetto barese», ricorda che tutte le preghiere manifestano i vari modi per invocare Dio, la Vergine e i Santi che sono semplificati nella lode, nel ringraziamento, nella supplica, nell’intercessione, nella fiducia. «Nella preghiera – scrive ancora padre Lorusso – si trova il coraggio per andare avanti, nonostante i momenti di incomprensione, di abbandono e di apparente fallimento. Come in Gesù il suo stare in preghiera col Padre e il suo essere tra le folle non sono fatti distinti, ma momenti che si compenetrano in un solo movimento, anche noi preghiamo senza dimenticare i fratelli».
Una interessante idea quella degli autori che hanno voluto contribuire con il loro “Pregáme a la barése”, ad ampliare le pubblicazioni del panorama dialettale nostrano in maniera semplice e simpatica, invitando contestualmente i fedeli a rivolgere ai Santi le loro preghiere “a modo loro” ed anche in dialetto barese.
Il volume, da non perdere, si completa e arricchisce con una serie di immagini religiose ed alcune foto del centro storico barese.
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FLORILEGIO BARESE

Messaggio  felice.alloggio il Mar Lug 31, 2012 10:59 am

1. FLORILEGIO BARESE
andologì dialettàle barèse de poete e screttùre condemborànie

WIP EDIZIONI, BARI 2012, pp. 334+Ill.
Sul significato del termine poesia credo che tutti si sia d'accordo nel definirla come un'arte capace di esprimere con metrica, rime o senza rime, quelle emozioni, esperienze, idee, fantasie con cui si concretizza la visione soggettiva e talvolta universale di ciascuna persona e della realtà' circostante.
Un grande poeta sudamericano del '900 ad una persona del pubblico che, in occasione di un reading poetico gli chiese cosa fosse per lui la poesia, questi rispose. “la poesia è un luogo d'incontro, perché se così non fosse, oggi io non sarei qui con voi”. Ebbene io, parlando del FLORILEGIO, mi sento di sposare appieno la risposta di quel grande Maestro. Infatti questa raccolta è proprio il luogo d'incontro dei lettori con gli autori, tutti di diversa estrazione socio-economica, nonché culturale, che hanno avuto il coraggio di vincere la propria timidezza, la propria naturale riservatezza mettendo “in piazza” i propri sentimenti, le proprie vicissitudini, alcuni per la prima volta. Il merito dunque di questa pubblicazione e della/le persone che l'hanno fortemente voluta sta tutto qui. Si è voluto incoraggiare gli autori a scrivere di sé, dei propri cari, del proprio lavoro, del proprio tempo libero, si è voluto aiutarli a vincere le ritrosie e le paure. Niente di sofisticato, niente di difficile, laddove si entra nell'ottica della missione di qualsiasi docente di scuola, o più semplicemente nell'ottica di quelle persone, ottime persone, che vogliono semplicemente aiutare il prossimo.
Nel FLORILEGIO si legge un po' di tutto: vizi e virtù dei baresi, ricordi più o meno nostalgici, ironia, satira, folklore, voglia e piacere di appartenere alla città, tradizioni popolari. C'è la Bari antica e quella contemporanea, c'è il pensiero verso chi non sta bene, c'è l'amore per la campagna e per i nostri uliveti, ci sono la nostra musica e i nostri colori. Taluni versi esprimono sentimenti profondi, che a volte non è esagerato affermare che appartengono a quella categoria universale e sacra che è la preghiera che ciascuna persona può inventarsi. Tal altri esprimono più laicamente, ma sempre con profonda emozione, i desideri più occulti come il bisogno di libertà e di felicità che vorrebbero avere, non hanno e non lo chiedono, rinunziando ed offrendolo agli altri, ai propri figli, ai propri anziani genitori.
Un testo correggibile sotto l'aspetto della scrittura dialettale – si consideri che molti autori sono alla loro prima esperienza di scrittura - ma dai contenuti umani e letterari di altissimo valore. Un'antologia i cui curatori – il Presidente del Seminario e taluni autori stessi – hanno preso a cuore proprio perché in quelle mille e mille parole sono celate mille e mille speranze.
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FLORILEGIO BARESE

Messaggio  felice.alloggio il Mar Lug 31, 2012 11:07 am

Segnalato su
la Repubblica Bari.it (Luglio 2012)
LIBRI
Parole e dintorni
Letture estive

3. Florilegio barese «Antologia dialettale barese che raccoglie poesie e prose di ventidue autori contemporanei»
Bari WIP Edizioni, 352 pp., € 16,00.
Di facile lettura, rappresenta un inno alla nostra cultura e intende far conoscere meglio e apprezzare il tanto vituperato dialetto barese.
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felice.alloggio

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Re: DIALETTO BARESE: RECENSIONI

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