DIALETTO BARESE E DINTORNI: NOTIZIE, APPUNTAMENTI, INFORMAZIONI, NOVITÀ ED ALTRO

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QUALCHE FILASTROCCA E LE DIFFERENZE DELLA SCRITTURA

Messaggio  Admin il Ven Gen 29, 2010 9:37 pm

Consultando me stesso, ridando un'occhiatina al mio O DADO' O DADA', vi accludo qui undici filastrocche baresi ognuna scritta così come me le avevano passate i miei corrispondenti. Noterete che ognuna di esse è scritta in maniera molto improbabile dal punto di vista della scrittura dialettale, e noterete anche che non mi sono permesso di correggerle. Mi sono comportato così perchè mi divertiva molto vedere come la manipolazione, sia pure assolutamente arbitraria delle parole, portasse a risultati quantomeno intriganti, sia dal punto di vista dell'evocazione di alcune nostre mentalità ed atmosfere dialettali, sia dal punto di vista riguardante la forma propria delle parole medesime. Come forse si è capito io non sono assolutamente un purista della maniera di scrivere il dialetto barese, essendo, di contro, molto incuriosito da come gli altri, oltre me naturalmente, si comportino nella individuazione di nuove regole, nella non conoscenza delle regole esistenti, nella formulazione, talora improvvida, talora divertente, di meccanismi di scrittura tangenti alle ingenuità più pacchiane. Insomma sull'argomento mi piacerà tornare, io che sono un adepto di Carlo Emilio Gadda e di Camilleri. Scusatemi la prolissità e ecco a voi queste undici filastrocche. Per quanto mi riguarda l'ottava è quella che mi ha divertito di più, a dimostrazione del sano pragmatismo dei baresi. La prima filastrocca, non vorrei sbagliarmi fa parte di un gioco che mi hanno detto si chiamasse Cicce Cavadde durrè.


Filastrocca 1. Jùne mònde la lùne, dù mònte u blù, trè le fìgghjie durrè, quàtte u battamàne, cìnghe le chetùgne, sé le padolètte a vòle, sètte l’ingròcie, uètte u fangòtte, nòve maràngie ellimòne, dèsce piàtte de cìgere eppàste. Non la traduco, la lascio così come sono riuscito a farmela trasmettere dall’ultimo dei mohicani. Rischiava l’estinzione. La trovo deliziosa per la sua assurda non consequenzialità. Avendone scovata un’altra versione le recupero immediatamente, anche se ci sono delle ripetizioni: jùne mònde la lùne, dù mònde in blù, trè la fìgghjie durrè, quàtte u battamàne, cìnghe le chetùgne, sé la padolètte, sètte l’ingròcie, uètte u fangòtte, nòve maràngie ellimòne, dèsce nu piàtte de cìgere eppàste, iùnece le fermìche, dùdece u seggellìne, trìdece u mandellìne, quattòdici la chitarra, quìnece vjìene auuandà. In questa filastrocca e nelle altre che seguono sono saltate tutte le regole di scrittura e di forma, ho cercato di registrare le sonorità così come me le dicevano, qualche volta anche per telefono.

Filastrocca 2. Questa filastrocca si recita quando ci si trova improvvisamente di fronte a uno iettatore. Senza farsi sentire naturalmente. Viene accompagnata da una vigorosa grattata alle palle. La nobile antenata di questo scongiuro è il celeberrimo sonetto in latino maccheronico che così recita: “Tèrque quatèrque testìculis tàctis, ùsque ad sànguinem detràcto pìlo, palleggiatòque augèllo, jactùra fugàta est”. I baresi sono un filino più precisi e più rigorosi. Infatti essi così sussurrano dolcemente, con le mani in tasca: “Jùne, dù, trè, quàtte, cìnghe, sé, sètte, uètte, nòve, dèsce, iùnece, dùdece, trìdece, trìdece emmjìenze, iùne pettè, jùne pemmè, jùne pettùtte la cettà debbàre, bonpèse, na stòzze, la sciònde e la regalìe”. “uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto, nove, dieci, undici, dodici, tredici, tredici e mezzo, uno per te, uno per me, uno per tutta la città di Bari, buon peso, l’aggiunta, un pezzettino e la regalìa”. Niente male, quando le facciamo le cose, noi baresi le facciamo per bene.

Filastrocca 3. “Mo’ vene Natàle, e terrìse non tènghe, sciàme alla chiàzze e facime a credènze”. “Ora arriva Natale e non ho soldi, andiamo al mercato e compriamo a debito”. Fare a credenza, vuol dire appunto comprare qualche cosa e lasciar da pagare. E’ sempre la solita vecchia storia.

Filastrocca 4. “Nanì nanà e ngùle a tatà”. Non significa nulla, se proprio vogliamo tradurla, così recita “nanì nanà in culo a papà”.

Filastrocca 5. “Mammà tatà, zizì e baccalà”. Anche qui siamo nell’assurdo. “Mamma, papà, zio (sarebbe meglio dire zizì) e baccalà”. Esiste una variante “zizì nanà pipì e baccalà”.

Filastrocca 6. “Farfallìna bèlla e biànga vòla vòla emmài si stànga, vòla dicquà vòla dillà e si pòsa sòbra un fiòr”. Filastrocca mutuata dall’italiano con le evidenti inflessioni dialettali. Interessante.

Filastrocca 7. “Capuccètto ròsso vièniquà che adèsso viène il lùpo che ti mancierà”. Anche questa filastrocca proviene dalla lingua italiana.

Filastrocca 8. “I soldàti che vànno la guèrra mànciano ebbèvono effànno così”. Oppure c’è una seconda versione più realistica che dice “i soldàti che vànno allagguèrra, màngiane, bèvene e càghene ndèrre”. I soldati che vanno alla guerra, mangiano, bevono e cacano in terra.

Filastrocca 9. “Andiàmo andiàmo a spàsso, la nòtte non è nèra, acquàndo il lùpo dòrme ci andiàmo a divertìr. Lupo cheffài? Stò a dòrme…”

Filastrocca 10. “Acquàndo è il tèmbo delle giliège le giliège si vànno a còliere…si vànno a còliere col panierìno, quèsto è il frùtto del mìo giardìno, la sottàna làarga làarga la cindùra strètta strètta le scarpìne a pùnda a pùnda ballerò condè ballerò condè”. Naturalmente c’è una versione hard di questa filastrocca che così recita: “Acquàndo è il tèmbo delle giliège le giliège si vànno a còliere…si vànno a còliere col cucchiarìno o ci è bèlle lammèrdafìne”. Non ci facciamo mai mancare nulla.



Ultima modifica di Admin il Sab Feb 06, 2010 6:52 pm, modificato 1 volta
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CALENDARIO PROVVISORIO TECA DEL MEDITERRANEO / BARI

Messaggio  Admin il Sab Feb 06, 2010 6:46 pm

BIBLIOTECA DEL CONSIGLIO REGIONALE

giornata data tema
1 18 marzo Beppe Lopez
2 02 aprile Ambiente
3 16 aprile Autori alternativi
4 30 aprile Sport
5 14 maggio Baresità (Vittorio Polito e Felice Alloggio)
6 4 giugno Quarto potere
7 18 giugno Medioevo
8 17 settembre Manni editore: celebrazione 25 anni dalla fondazione
9 01 ottobre Giorgio Saponaro
10 22 ottobre Impegno sociale
11 12 novembre Letteratura di viaggio
12 26 novembre Brainstorming finale
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QUALCHE FILASTROCCA E LE DIFFERENZE DELLA SCRITTURA

Messaggio  felice.alloggio il Lun Feb 08, 2010 10:54 am

Ciao Franz,
se vuoi ascoltare alcune le filastrocche che hai scritto nel tuo post, ed altre che ricorderai, devi procurarti il CD di Vito Signorile
intitolato "Quando il lupo dorme". Il nostro Vito ha musicato e cantato diverse filastrocche e ascoltarle è un vero godimento.
Te ne scrivo un'altra: "La cambàne de Vetrìtte iè longhe iè dritte, la cambàne de Vetònde iè longhe iè storte,
Cape de Pi...ppi...ppì!" Questa filastrocca la cantavano di solito le mamma tenendo il proprio figlioletto a cavallo sulle proprie gambe, e al momento di dire "cape de pi..ppi..ppì", mamma e figlio si facevano vicendevolmente una smorfia ridendo per l'aspetto che il viso di entrambe produceva. Io ricordo di averci giocato tenendo a cavallo il mio figliolo.
Ciao Felice
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NUOVA COMMEDIA DI EMANUELE BATTISTA AL PICCOLO TEATRO

Messaggio  Vittorio E. Polito il Sab Feb 13, 2010 4:10 pm




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DIALETTO E POESIA ALLA VALLISA

Messaggio  Vittorio E. Polito il Ven Feb 19, 2010 11:33 am

da "LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO" del 19 febbraio 2010, pag. XV

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DIALETTO E POESIA ALLA VALLISA 2

Messaggio  Vittorio E. Polito il Sab Feb 20, 2010 9:47 am

Repubblica — 16 febbraio 2010 pagina 16 sezione: BARI

Mettere in versi lo spirito della baresità

VITO Maurogiovanni, Pasquale Sorrenti, Mario Piergiovanni, Marcello Catinella. Autori capaci di mettere in verso la baresità, sagaci, lirici, dissacranti, ludici. Scomparsi negli ultimi anni e mesi, vuoto sempre più profondo e difficilmente colmabile. Una buona idea l' ha avuta Vito Signorile, attore regista e animatore da sempre impegnato nella salvaguardia di quella parte di poesia schietta di cui è stato alfiere con il suo teatro Abeliano. Stasera nell' auditorium Vallisa di Bari alle 21 il Gruppo Abeliano, in collaborazione con Vallisa, Centro Studi Baresi di Alfredo e Felice Giovine, associazione "Mondo antico e tempi moderni", propone la serata "Alla ricerca del poeta perduto". Signorile coordinerà per l' occasione un piccolo gruppo di autori contemporanei che si misurerà con la scrittura in dialetto barese. Si alterneranno sul palco, presentando al pubblico i propri scritti accompagnati dal gruppo musicale Altrocanto. Si ricorderanno poi Maurogiovanni, Sorrenti, Piergiovanni e Catinella con la lettura di alcune composizioni. Per accedere alla serata è necessario procurarsi un invito presso le sedi delle associazioni che organizzano la serata che si concluderà, come nelle migliori tradizioni dell' Abeliano, con la degustazione di una ricetta tipica barese (info 080.542.76.78). - a.v.
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ANTONIO CASSANO E IL DIALETTO BARESE

Messaggio  Vittorio E. Polito il Sab Feb 20, 2010 10:52 am



NON C’È PROPRIO DI CHE SCHERZARE A PROPOSITO DELLE BATTUTE DI ANTONIO CASSANO A PROPOSITO DEL DIALETTO BARESE. PURTROPPO L’IGNORANZA SU CERTI ARGOMENTI PORTA A QUESTI RISULTATI.

da "LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO" DEL 20 FEBBRAIO 2010, PAG. 29

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CASSANO IL DIALETTO E I CANTANTI PUGLIESI

Messaggio  Admin il Sab Feb 20, 2010 7:00 pm

Non ho purtroppo ascoltato l'intervista a Cassano al festival sanremese, ma per quello che mi è parso di comprendere, Cassano ha detto che il dialetto barese non è facile da capire da parte di chi barese non è. Se è questo che ha detto, a mio modestissimo avviso il carissimo Cassano aveva ragione. Tutti i dialetti italiani sono dificili da capire da parte di chi non appartiene all'area dialettale dell'interlocutore. Quindi a mio parere no question. Se poi l'intervento del cantante pugliese, che aveva "strigliato" l'ottimo Cassano, aveva, come dire, un intento autopromozionale, allora la cosa non mi riguarda.

In un blob ho sentito una sciccheria di Cassano, che vorrei qui riportare. Antonella Clerici deve avergli chiesto che canzone avrebbe dedicato a Lippi, e il mio meraviglioso Cassano ha detto con il suo sorriso che tutti conosciamo "Pigliate na pastiglia" dell'indimenticabile Carosone.
Ragazzi noi baresi marciamo alla grande!
Bravo Cassano, te e tutte le mie sorelle e fratelli barivecchiani vi tengo nel cuore!
Franz Falanga.
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OMAGGIO AD UN NOSTRO ISCRITTO NICO LOMUTO

Messaggio  Admin il Dom Feb 21, 2010 9:29 am

Fra i nostri iscritti al forum abbiamo il piacere di avere un signore che si chiama Nico Lomuto. Vive in America ed è un ingegnere. Pochi sanno che è stato un magnifico musicista e che ha suonato con Pino Donaggio nei tempi d'oro in cui la musica leggera italiana andava alla grande. Ebbene, l'ottimo Nico insieme agli altri della band "I giovani giovani" della quale faceva parte un altro barese, l'architetto Armando de Cillis, sono stati gli unici in italia ad aprire credo l'unico concerto dei Beatles a Genova. Chi vi sta scrivendo ha poi suonato con il de Cillis nel Southern Jazz Ensemble. Questi baresi non finiscono mai di stupirmi!
Nico, Armando e Franz sono fratelli.
franz falanga
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Grazie dell'omaggio

Messaggio  Nico Lomuto il Dom Feb 21, 2010 11:31 pm



Ringrazio sentitamente. Per non dimenticare che questo è un forum dedicato al dialetto barese, sto finendo un “post” su temi più, diciamo così, linguistici che musicali, ma data anche la pesante differenza di fuso orario, non credo che ce la farò per oggi.
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LA BARESITÀ ALLA "TECA DEL MEDITERRANEO"

Messaggio  Vittorio E. Polito il Sab Mar 06, 2010 9:25 am

Da: www.quotidianodibari.it

http://www.quotidianodibari.it/cultura-e-spettacoli/818-building-apulia-in-scena-la-vii-edizione-alla-teca-del-mediterraneo.html

Building Apulia: in scena la VII edizione alla Teca del Mediterraneo

La Rassegna “Building Apulia”, ideata e promossa dalla Biblioteca Multimediale & Centro di Documentazione del Consiglio Regionale della Puglia “Teca del Mediterraneo”, giunge quest’anno alla settima edizione. Spiega il direttore di Teca, Waldemaro Morgese: “Quest’anno le opere presentate, tutte ispirate all’idea di “identità” della Puglia il cui plasmarsi concreto affonda nei secoli ma anche nella più bruciante contemporaneità, sono raccolte attorno a 11 tematismi, veri e propri “focus” che abbiamo ritenuto significativi per la declinazione identitaria: il protagonismo dell’esperienza creativa (abbiamo scelto due scrittori molto differenti fra loro, quali Beppe Lopez e Giorgio Saponaro), il protagonismo dell’imprenditorialità culturale (abbiamo scelto l’Editore Manni di Lecce, che nel 2010 celebra 25 anni di attività), lo sport nelle sue due facce agonistica e non agonistica (nella convinzione che questo tematismo è stato e continua ad essere un importante fattore identitario), la “baresità” (pensiamo che esista e che sia utile sceverarla, dato che si tratta di un “imprinting” che riguarda il Capoluogo della Regione!), il “Quarto Potere” (il giornalismo colto nel suo aspetto impegnato e militante), il Medioevo (affrontato attraverso l’esperienza dei Templari e la figura di un crociato pugliese poco noto ma importante), la letteratura di viaggio (viaggi, fisici e metaforici, di non pugliesi in Puglia ma anche di pugliesi fuori della Puglia), l’ambiente e il paesaggio (sceverando anche vicende inquietanti, in ogni caso paradigmatiche per la Puglia), l’impegno sociale, la “letteratura liquida” (intendendo con questa espressione le nuove tendenze di scrittura sul web e di materializzazione di essa “on demand”, che coinvolgono anche la nostra Regione)”. Gli appuntamenti (tutti alle 11, nella Teca de Mediterraneo in via Giulio Petrone) avranno inizio giovedì 18 marzo, con la prima Giornata dedicata al protagonismo dell’esperienza creativa con Beppe Lopez, che presenta i suoi libri “Il caso Capatosta. Saggi, critiche, testimonianze” (Oedipus), “Giornali e democrazia” (Glocal), “La scordanza” (Marsilio), con l’intervento attoriale di Paolo Panaro. Saranno testimonial Vitilio Masiello (già docente di Letteratura italiana, Facoltà di Lingue di Bari) e Nicola Saponaro, pubblicista e drammaturgo).

Il 2 aprile Giornata dedicata all’ambiente e paesaggio, con le presentazioni dei libri di Luigiantonio Montefusco, "Parchi e giardini del Salento" (Capone), di Ruggiero Maria Dellisanti "Le risorse dell'Ofanto" (Stilo), di Mariano Argentieri-Silvia Granata-Paola Rapini, "In fondo al mare" (Levante) e di Luigi Mangione “La campagna di Puglia e i suoi splendori” (Congedo), con testimonial Sebastiano Vanadia (ricercatore CNR e presidente dell’ Associazione Regionale Pugliese Tecnici e Ricercatori in Agricoltura – ARPTRA). Il 16 aprile, Giornata dedicata alla letteratura “liquida” con i libri di Francesco Saccente, "Mòòò… c’sì zamp!”, Grazia Maurici, “La memoria ritrovata. Diari di un padre”, Saverio Cianciotta, “Osservare la natura attraverso il birdwatching” e testimonial Pino Bruno (giornalista televisivo di Rai 3). Il 30 aprile, Giornata dedicata allo sport, con Franco Castellano - Lorenzo Cellamare, “AnnodopoAnno. Cento anni di storia. Società ginnastica Angiulli” (Di Marsico Libri), Gianni Spinelli “Palloni & palloncini. Il Bari e altre storie” (Sedit), con testimonial Elio Di Summa (UISP Bari) e il giornalista Enzo Foglianese.

Il 14 maggio, Giornata dedicata alla “baresità” con Vittorio Polito, "Baresità, curiosità e..." (Levante), Vito Signorile, "Ce se mange iòsce? Madonne ce ccròsce!" (Gelsorosso), Michele Fanelli, “Bari vecchia porte aperte. Odori, sapori, superstizioni, liti, bestemmie” (Progedit), con l’intervento dell’attore Felice Alloggio, testimonial Daniele Giancane (Educazione alla letteratura, Scienze della formazione di Bari).

Venerdì 4 giugno, Giornata dedicata al “Quarto Potere” con Lino De Matteis, ”Il giallo di Ugento” (Glocal), Gianni Lannes, “Nato: colpito e affondato. La tragedia insabbiata del Francesco Padre” (La meridiana), testimonial il giornalista Giuliano Foschini. Il 18 giugno, Giornata dedicata al Medioevo con Vito Ricci ,"I templari nella Puglia medievale" (Edizioni dal Sud), Renato Russo, "Boemondo D'Altavilla. Un pugliese alla prima crociata" (Rotas), con Raffaele Licinio (Storia medievale, Facoltà di Lettere di Bari). Il 17 settembre, Giornata dedicata all’Editore Manni con Pietro Mita, “Rosso Novecento. La Puglia dai cafoni ai no-global”, Antonio Debenedetti, “Un piccolo grande Novecento. Conversazione con Paolo Di Paolo”, Filippo La Porta, “È finita la controra. La nuova narrativa in Puglia”, testimonial lo scrittore Antonio Debenedetti. Il 1° ottobre 2^ giornata dedicata al protagonismo dell’esperienza creativa, protagonista i volumi di Giorgio Saponaro, "Parole amate alla maniera di Pessoa" (Adda), “Perché non mi rispondi?” (Besa), “Rigenerazione” (Schena), testimonial Luigi Abiusi (ricercatore, Univ. di Bari), il critico cinematografico Vito Attolini e il poeta Enrico Bagnato. Il 22 ottobre, Giornata dedicata all’impegno sociale con i volumi di Vincenzo Camerino-Pasquale Martino-Silverio Tomeo, in "Utopie del '68" (Argo), Silvano Trevisani, "50 anni di impegno sociale: Enzo Giase sindacalista del Sud" (Capone), Francesca Caffiero, "Francesca una maestra" (Pensa Multimedia), Francesco Lotoro-Paolo Candido, "Fonte di ogni bene. Canti di risveglio ebraico composti dal 1930 al 1945 a Sannicandro Garganico" (Rotas), testimonial Don Angelo Cassano (parroco di San Sabino ed Enzo Giase, già sindacalista e vicepresidente nazionale dell’Inas). Il 12 novembre, Giornata dedicata alla letteratura di viaggio, con Vito Cosimo Basile - Daniele Maria Pegorari, "Uebi Scebeli. Diario di tenda e cammino della spedizione del Duca degli Abruzzi in Etiopia (1928-1929)" (Stilo), Francesco Giuliani, "Viaggi novecenteschi in terra di Puglia" (Rosone), Vitilio Masiello, “La Puglia di fine Settecento nelle relazioni di viaggio dei riformatori napoletani e altri studi settecenteschi” (Palomar), Luigi Paglia, “Il viaggio ungarettiano nel tempo e nello spazio. Le Prose daunie di Giuseppe Ungaretti” (Grenzi), con testimonial Giovanna Scianatico (Letteratura italiana, Facoltà di lettere di Lecce). Venerdì 26 novembre (ore 9.30), Brainstorming su “Puglia, identità, globalizzazione”. Info: http//:www.bcr.puglia.it

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U mègghie paìse

Messaggio  felice.alloggio il Mer Mar 10, 2010 7:12 am

Ciao,
consiglio a tutti di digitare www.umegghiepaise.com , un sito che è presente anche su facebook e you tube, con immagini, disegni e video su Bari e la sua squadra di calcio. Consiglio inoltre di digitare www.cardanobile.it/federico/ perche nel sito di questo ottimo artista barese vi sono dipinti, disegni, schizzi e caricature che attengono alla nostra squadra di calcio e altro ancora.
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BARESITÀ, CURIOSITÀ E… - SEGNALAZIONE DE “IL BARI”, PAG. 39

Messaggio  Vittorio E. Polito il Mer Mar 10, 2010 6:04 pm



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U SFELÀZZE DI EMANUELE BATTISTA AL PICCOLO TEATRO

Messaggio  Vittorio E. Polito il Sab Mar 13, 2010 6:48 pm




DA BARISERA DEL 13 MARZO 2010, PAG. 18



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IL DERBY DEL DIALETTO TRA BARI E LECCE

Messaggio  Vittorio E. Polito il Mar Mar 16, 2010 8:15 am

Dal quotidiano PUGLIA del 16 marzo 2010, pag. 1 e 8
Il derby del dialetto
fra Bari e Lecce
di Francesco Greco

Polemicamente
Riuscirà mai il dialetto leccese a giungere a un soffio da quello barese, che ormai è assurto al rango di “lingua” e può dare del “tu” al romanesco di Trilussa e Belli e al napoletano di Eduardo De Filippo e Scarpetta? Non è facile. In questo derby del dialetto, Bari pare aver messo in campo un progetto ben delineato e complessivo, benché sottinteso. Difficile dire quando è partito. Anzi, impossibile, nel senso che, a differenza dei leccesi, i baresi conservano pure in tarda età la loro inflessione, anche se vivono a 10 mila km. di distanza, con le vocali belle larghe: Forza Beeeeri… Il leccese invece se ne sbarazza subito. Il teatro vernacolare (Vito Signorile) e la comicità del gruppo che fa capo a Uccio De Santis hanno sdoganato definitivamente il barese, ma anche poeti e scrittori alla Vito Maurogiovanni e Nicola Saponaro. E così il cinema da Lino Banfi a Checco Zalone. Oggi il barese è un idioma conosciuto in tutto il paese. Il leccese no, o non ancora. Potrà diventarlo, su basi etniche, antropologiche, etiche? Vediamo.
Cominciamo col dire, da salentini, che il leccese è chiuso, autoreferenziato, si crede il centro del mondo e forse per una forma di difesa diventa elitario, al limite della spocchia. Il barese avverte tutto questo e “vive” il leccese con indifferenza. Se il turista barese giunge in Salento e il leccese dice “Forza Bari!”, lo guarda con incredulità: non se l’aspetta.
Lecce è così chiusa al mondo che un secolo fa, quando il poeta dialettale Giuseppe De Dominicis, il Capitano Black dei “Canti de l’autra vita”, nato a Cavallino, due passi da Lecce, quando ci andava si sentiva a disagio.

I leccesi doc hanno inventato un parola per disprezzare chi non è nato fra Sant’ Oronzo, S.Croce e Sant’Irene: “pòpputu”, nel senso di popolare, cioè, rustico. Tutta la provincia è “pòppata”. Accade anche a quelli di Putignano quando vanno a via Sparano? Il barese è più o meno omogeneo, il leccese invece è fatto di “isole linguistiche”: ogni borgo ha una lingua. A Gagliano il ragazzo è “vagnòne”, a Castrignano, a due passi, “vignòne”. A Montesardo il marito della figlia è “u scènnuru”, a San Dana, a un km.,“u fiàsciu”.
Sarà molto difficile fare del leccese una lingua, nonostante gli sforzi di Gegia. Ma forse ai leccesi da 77 generazioni non interessa, magari piacerebbe a noi “pòpputi”. Ma non s’accorge che essa non esiste più: noialtri di provincia, a forza di movide a via Palmieri e struscio a piazza dei 300mila l’abbiamo “contaminata”.
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IL DERBY DEL DIALETTO TRA BARI E LECCE

Messaggio  felice.alloggio il Mar Mar 16, 2010 9:26 am

Il precedente post di Vittorio Polito, che ringraziamo per la tempestività e la solerzia delle informazioni che ci offre, proprio come deve fare un bravo giornalista, mi invita ad una riflessione che altro non è che la conseguenza di quanto scrive il Greco a proposito degli abitanti di Lecce. Riportando la questione a quanto è avvenuto nel Seminario, non posso non sottolineare come all'interno di tale ambito culturale, vi siano delle posizioni che tentano di imporre dall'alto la scrittura e il parlare dialettale. Come ogni forma culturale, anche il dialetto, in quanto pura espressione culturale, deve assolutamente assumere una dimensione più umana, più colloquiale, e cioè quella di essere la lingua di tutti i baresi e non solo di quella di pochi eletti. Pertanto il dialetto non può che essere il prodotto dell'attività umana di numerosissime persone. Quante più persone si ascoltano, si dedicano alla scrittura dialettale, si impegnano ad offrire il proprio contributo partecipando a trasmissioni televisive, presentazione di libri, spettacoli, seminari, etc, fino a diventare una vera e propria moltitudine, tanto più la diffusione del dialetto, il suo parlare, sarà perfetto. Il tutto in contasto a quanti pensano di fare diventare il nostro dialetto una cultura di èlite, snobbando migliaia, che dico centinaia di migliaia di persone che quotidianamente parlano in dialetto. Il dialetto di tutti!
Oscar Wilde un giorno disse. "Ci sono persone che quando non vogliono imparare si mettono ad insegnare!"
Ciao a tutti e buona giornata.
Felice
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A PROPOSITO DE "LI POPPIDI"

Messaggio  Admin il Mar Mar 16, 2010 1:38 pm

L'altrettanto nobile dialetto leccese mi fa venire in mente una parola bellissima che ho letto in uno dei post precedenti, poppidi. Bene questa parola è di antichissime origini e sta ad indicare i contadini, quelli che vivevano e vivono fuori (post) le mura fortificate della città (oppidum). Da post oppidum dunque poppidi. Al riguardo della gagliardia dei poppidi va detto che nel contado di Lecce ci si vanta della grandezza delle cacche che fanno i poppidi rispetto a quelle dei cittadini. Almeno in questo i poppidi sono più gagliardi. Personalmente sono dell'avviso che se non ci fossero li poppidi i cittadini morirebbere di fame entro un mese. Per cui viva li poppidi!
franz falanga
P.S. Così come sono convinto che se ci sarà una rivoluzione mondiale contro la stupidissima e malvagia stupidità imperante sarà fatta dalle donne e dai contadini. Guardarsi dall'indignazione delle donne e dei poppidi!
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DERBY

Messaggio  Admin il Mar Mar 16, 2010 2:02 pm

Sono d'accordo con Felix per ringraziare Vittorio per i continui aggiornamenti al sito. Ciò detto, visto che con l'età divento sempre più tignoso, lasciatemi tuonare contro un andazzo linguistico che sta facendo più danni di una guerra. L'andazzo è il seguente: da una ventina di anni ormai è invalso l'uso di mescolare termini mutuati dall'ex nobile gioco del futebòl negli altri linguaggi quotidiani. Mi spiego meglio: la frase "decidere di intraprendere una qualsivoglia attività politica" viene tradotto con la frase "scendere in campo", la frase "formare un gruppo" è diventata "fare una squadra", la parola "disputa" è diventata "derby". Insomma il linguaggio calcistico si è mescolato subdolamente al linguaggio politico, dando l'idea che la soluzione di problemi politici complessi, complicati ed estremamente dificoltosi da sbrogliare, sia paragonabile ad una qualsivoglia partita di calcio. Non è così, ma essendo purtroppo ciò avvenuto il risultato è che sono stati cooptati milioni di tifosi nella creazione di una nuova classe politica che, sfruttando la dabbenaggine o l'entusiasmo dei tifosi in questione sta facendo più danni di una guerra. Se volete una rapida prova di questo atteggiamento demagogico e pericoloso, noterete come, nelle trasmissioni dedicate agli eventi del futebòl, i tifosi sono invece chiamati "amici sportivi". Si è sostituito cioè un termine che veleggia nel guardonismo con un termine che veleggia nella pratica effettiva dello sport. Chi va a guardarsi un filmettino porno è considerato alla stessa stregua di chi invece si fa una amoreggiata a due di grande gagliardia. Che infinita tristezza!
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SFELÀZZE DI EMANUELE BATTISTA - GRANDE SUCCESSO

Messaggio  Vittorio E. Polito il Lun Mar 22, 2010 7:22 am

GRANDE SUCCESSO STA OTTENENDO LA COMMEDIA IN DIALETTO BARESE DI EMANUELE BATTISTA "SFELÀZZE" IN PROGRAMMAZIONE AL PICCOLO TEATRO DI BARI "EUGENIO D'ATTOMA" (Strada Borrelli, 43).
LA COMMEDIA SARÀ PRESENTATA ANCORA il 28 MARZO PROSSIMO ALLE ORE 18 PRESSO LO STESSO TEATRO, MENTRE IL 10 E L'11 APRILE, RISPETTIVAMENTE ALLE 20,30 ED ALLE 18, SARÀ PRESENTATA PRESSO L'ISTITUTO E. MAJORANA (VIA ROCCA 2 - NEI PRESSI DEL PALAZZETTO DELLO SPORT DI JAPIGIA).
A SEGUIRE ALCUNE FOTO RIPRESE DALLO SPETTACOLO DEL 21 MARZO.



Le foto sono di Vittorio Polito
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DA "PUGLIA" DEL 23 MARZO 2010, PAG. 13

Messaggio  Vittorio E. Polito il Mar Mar 23, 2010 6:22 am

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Presepio della Psssione

Messaggio  felice.alloggio il Mar Mar 23, 2010 8:52 am

Cari amici,
giorni fa su una TV locale, ho visto una trasmissione de "U Settane" con gli amici Michele Fanelli e Gaetano Barracano. Si trattava di una rivisitazione della Passione di Cristo, in cui erano state sceneggiate in dialetto barese alcuni brani della Passione, letti/recitati davanti alle relativi immagini disegnate e/o costruite da un bravo artista.
La cosa che mi ha meravigliato, al di là della pregevole idea di recitare la Passione di Cristo in dialetto barese, è stato il titolo del programma e cioè: "Il Presepio della Passione" sul quale io non sono assolutamente d'accordo. Infatti il termine presepio fa riferimento solo ed unicamente alla natività, perchè Presepe deriva dala termine latino "Praesaepe" che significa mangiatoia. Cosa ne pensate?
Ciao e un caro saluto a tutti
Felice
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Re: DIALETTO BARESE E DINTORNI: NOTIZIE, APPUNTAMENTI, INFORMAZIONI, NOVITÀ ED ALTRO

Messaggio  Vittorio E. Polito il Mar Mar 23, 2010 3:42 pm


HAI RAGIONE: NON MI PARE PROPRIO CORRETTO. PUÒ ESSERE, SECONDO ME, LA RAPPRESENTAZIONE SCENICA DELLA PASSIONE E NON PRENDERE ALLA LETTERA IL SIGNIFICATO.
STESSA COSA VA DETTO A PROPOSITO DEL VOLUME CURATO DA LINO ANGIULI “LA FESTA DEL DOLORE”, RIFERITA ALLA PROCESSIONE DEL VENERDÌ SANTO A VALENZANO. COME PUÒ FESTEGGIARSI UN DOLORE?
FESTA = CELEBRARE UNA SOLENNITÀ, UN AVVENIMENTO.
DOLORE = QUALUNQUE SENSAZIONE SOGGETTIVA DI SOFFERENZA.
COME POSSONO UNIRSI DUE COSE CHE SONO IN CONTRAPPOSIZIONE?
È UN CONTROSENSO CHE A SUA VOLTA SI TRASFORMA IN MODO DI DIRE.

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Da "LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO" DEL 26 MARZO 2010, PAG. 38

Messaggio  Vittorio E. Polito il Ven Mar 26, 2010 11:48 am

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DA "BARISERA" DEL 27 MARZO 2010, PAG. 18

Messaggio  Vittorio E. Polito il Mar Mar 30, 2010 5:22 pm


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Da "LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO" DEL 29 MARZO 2010, PAG. IX

Messaggio  Vittorio E. Polito il Mar Mar 30, 2010 5:41 pm

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Re: DIALETTO BARESE E DINTORNI: NOTIZIE, APPUNTAMENTI, INFORMAZIONI, NOVITÀ ED ALTRO

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